Nemico pubblico narra la storia del famoso rapinatore di banche John Dillinger, il quale fu appunto il nemico pubblico n°1 del federal bureau americano (successivamenta F.B.I.).Se al pubblico italiano il nome di Dillinger non risveglia ricordi di alcun tipo, al contrario per quello americano (specie dalle parti di Chicago) questo nome ricorda un vero e proprio mito, un Robin Hood a stelle e striscie. Dillinger infatti si rese famoso per aver rapinato numerose banche durante il periodo della Grande Depressione americana: fin qui niente di lodevole, se non per il fatto che, durante queste rapine, Dillinger dava fuoco ai documenti che riportavano l'ammontare dei debiti dei cittadini nei confronti delle banche (cosa che purtroppo non si evince molto dal film). Aveva un sorriso accattivante, uno sguardo magnetico ed era un uomo molto attraente. Soggetto perfetto per un film. Ed infatti erano state realizzate già un paio di pellicole sul famoso rapinatore, alcune serie tv, e numerosi libri che narrano le sue gesta.
Ora ci ha pensato Michael Mann (Heat-la sfida, Insider, Collateral, Alì) a riportare il suo mito sul grande schermo, scegliendo l'attore più adatto ad interpretare Dillinger, il sempre bravo e fascinoso Johnny Depp.
Elemento comune a quasi tutti i film di Mann è il dualismo tra due personaggi (a volte antagonisti, a volte colleghi che si contendono la scena), ed in questo caso, ad opporsi al personaggio interpretato da Depp, c'è Melvin Purvis, (interpretato da Christian Bale) il direttore della squadra speciale del bureau che aveva il solo scopo di prendere Dillinger.Nonostante l'interpretazione di Bale abbia dato uno spessore umano e psicologico a Purvis, l'attenzione del pubblico è tutta per il fascino di Depp e del suo personaggio, amante delle macchine veloci, delle armi potenti, del cinema, del baseball e delle belle donne.

In particolare Dillinger si innamorò di Evelyn Frechette (interpretata da Marion Cotillard) e la loro storia d'amore fa un po' da sfondo alla caccia all'uomo che è il filo portante del film.

Se ci si documenta sulla storia di Dillinger si scoprirà come in molte scene il regista sia stato molto fedele alla storia, un esempio di ciò è la foto qui sopra: in alto il vero Dillinger posa un braccio sulla spalla del procuratore, poco prima di essere messo in carcere, imitando con la mano la forma della pistola, scena ripresa fedelmente nel film, come si vede nella foto in basso. Quella foto sembra sia stata il messaggio in codice che Dillinger mandò ai suoi per farlo evadere: successivamente infatti Dillinger riuscì ad evadere minacciando le guardie con l'uso di una pistola (molto probabilmente di legno e colorata di nero col lucido da scarpe, o addirittura intagliata in una saponetta o nella pietra pomice). Sono molte le leggende su Dillinger e tra poco ve ne racconterò alcune, ma prima finiamo di parlare del film.
Nel complesso è un ottimo film, anche se credo che alcuni particolari importanti siano stati omessi o poco trattati. La pellicola dura 143 minuti e nonostante si svolga tutto in modo abbastanza veloce, sconsiglio di andare a vedere l'ultimo spettacolo. Bravissimi sia Depp che Bale, ed ottima la regia di Mann. Forse non me lo aspettavo così violento (è forse il film con più pallottole sparate degli ultimi anni), ma tutto sommato molto realistico.
Ho trovato molto intensa la scena in cui Dillinger è al cinema Biograph a vedere Le due strade con Clark Gable e William Powell e rimane catturato da alcune scene e da alcuni dialoghi del film: un omaggio al cinema "criminale" e un'anticipazione della storia.
Peccato in Italia il titolo Nemico pubblico sia già stato usato per altre pellicole recenti (una con Vincent Cassel e l'altra con Will Smith).
ORA RACCONTERO' ALCUNE CURIOSITA' SU DILLINGER MA PER FARLO SARO' COSTRETTO A RACCONTARE IL FINALE DEL FILM, PERTANTO SE ANCORA NON AVETE VISTO IL FILM O NON CONOSCETE LA STORIA DEL RAPINATORE VI SCONSIGLIO LA LETTURA.
- I cinegiornali dell'epoca mostravano spesso la faccia di Dillinger per sperare nella collaborazione del pubblico il quale però applaudiva ogni volta che il rapinatore appariva sul grande schermo, mentra fischiava ogni volta che venivano mostrati i federali.
- La sera che Dillinger venne assassinato all'uscita del cinema, morirono per il caldo ben 23 persone. I cinema all'epoca pubblicizzavano a gran voce il fatto che le sale avessero l'aria condizionata e sembra che Dillinger scelse di andare al cinema proprio per sfuggire all'afa.
- Subito dopo l'omicidio di Dillinger, si radunò immediatamente una folla di curiosi intorno al corpo del rapinatore. Si narra che numerose donne immersero il loro fazzoletto nel sangue di quest'ultimo.
- La foto del cadavere di Dillinger sul tavolo dell'obitorio diede vita ad un'altra leggenda sul suo personaggio. Infatti la foto ( che potete vedere qui ) mostra il corpo coperto da un lenzuolo , il quale si impenna vertiginosamente a metà del corpo. Secondo gli storici si trattava del braccio di Dillinger, irrigidito dal rigor mortis o addirittura della leva di controllo del tavolo.
- La vita e la morte di Dillinger ispirarono ben 13 canzoni.
- Al pari di grandi personaggi pubblici, anche per Dillinger c'è chi sostiene che non sia mai morto. In particolare lo scrittore Jay Robert Nash sostiene che l'uomo ucciso era un certo Jimmy Lawrence. A sostegno della sua tesi Nash elenca alcune differenze tra il cadavere e Dillinger: altezza e peso non coincidevano, il cadavere aveva un incisivo che Dillinger non aveva, nel cadavere c'erano segni di una disfunzione cardiaca mai menzionata nella cartella clinica di Dillinger, senza contare una discrepanza nel colore degli occhi.






